martedì 24 gennaio 2017

Puli-zia portami via

Ho sempre pensato all’ordine come qualcosa che hai nel sangue oppure non hai del tutto. Tipo i midichlorian della nuova trilogia di Star Wars, per intendersi. Figlia di disordinati, cresciuta in case mediamente disordinate, ho sempre tributato all’ordine l’importanza che una nutria dà alla teoria del complotto Bildenberg. In compenso, adoro Simone De Beauvoir e la sua convinzione che occuparsi della casa sia immanente.

Alla nuova casa mi sono approcciata con quello che è da anni il mio motto in merito alle pulizie domestiche: «Finché non ci sono gli scarafaggi va bene». Siccome, però, anche sulle condizioni di vita ideale dello scarafaggio ho le idee confuse, ho cercato una serie di planner per le pulizie su Pinterest.

E qua dovete raccontarmela giusta. I casi sono due: o io sono molto più lercia di quanto pensassi, oppure la gente racconta un mondo di palle sulla frequenza con cui pulisce casa. Ma seriamente cambiate le lenzuola due volte a settimana? Ma cosa fate, vi rotolate nel fango del cortile prima di andare a letto? Per non parlare di un carico della lavatrice solo per lenzuola, federe e balle varie e del fatto che io, senza asciugatrice e con un ristretto spazio per stendere, lascerei in lavanderia il mio stipendio.
Poi. Davvero lavate la macchina una volta al mese? Anche in inverno, bagnandovi bene le mani nell’acqua ghiacciata e poi lasciandole asciugare all’aria e infine raccogliendo le dita da terra? Ma dai, non ci credo neanche morta. Io (e da questo punto di vista faccio davvero schifo, lo so) la lavo una volta all’anno, rigorosamente il giorno prima di andare in ferie. Perché, poi, non lo so. Però mi obbligano a farlo in famiglia. E comunque lo trovo un lavoro inutile. Tipo l’ultima volta, alla prima notte in ferie c’è stata una pioggia di sabbia. Alla mattina la macchina, già di colore ingrato, era diventata tipo camouflage. Ore e ore della mia vita sprecata, per non parlare del fatto che lavare la macchina dentro e fuori è faticoso più o meno come un parto e quegli schifo di tappetini non diventeranno MAI davvero puliti.

Comunque, io ho notato una cosa. Se uno si spaccia per maniaco della pulizia, nove su dieci è più lercio della media.
Ricordo, anni fa, una visita a una conoscente. Essendo, come si diceva prima, disordinata io per prima, è difficile che noti eventuali imperfezioni in casa altrui, a meno che mi invitino i “Sepolti in casa” di Real Time con i topi che corrono e scagazzano sul top della cucina. Ecco, questa conoscente aveva una casa normalissima. Non tirata a lucido, né sporca. Normale. In condizioni normalissime per una coppia in cui entrambi lavorano a tempo pieno. Se non che, lei a un certo punto inizia a raccontare di come sia MANIACALE e di come lavi il pavimento tre volte al giorno. Amica mia, mi chiedo, mi prendi per scema? Credi che non abbia mai visto una puntata di “Malati di pulito” di Real Time e non sappia com’è una casa col pavimento lavato tre volte al giorno? Ma dico io, ma ringrazia il cielo che tu non sia una folle con niente di meglio da fare che lavare il pavimento a ripetizione come un’invasata! Pensi forse che ti prenda per una schiviona se mi dici che lavi il pavimento una volta a settimana, ma fosse anche ogni due? Al massimo ti do una pacca sulla spalla e ti dico che puoi fare di meglio, lasciando che il pavimento faccia ciac-ciac come nelle case degli studenti fuori sede.

Al contrario, mia nonna e mia zia (detta puli-zia, ahahah!), che sono maniacali sul serio e hanno case sempre impeccabili, non perdono occasione per dire che stanno soccombendo allo sporco e al disordine. Poi vai a casa loro ed è tipo stanza del trono della regina d’Inghilterra. Mai ‘na gioia.

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