lunedì 13 marzo 2017

Metodo FlyLady: «Sto volando, Jack!»

Curiosando fra i gruppi di Facebook e le bacheche Pinterest sul tema organizzazione, mi sono imbattuta in decine di metodi per inquadrarsi la vita. Io ho smesso di sperare di diventare una persona organizzata, ma voglio almeno darmi la possibilità di non vivere fra gli scarafaggi.

Dopo averne sentito parlare più volte, ho deciso di partire con il metodo FlyLady per i lavori di casa.

Se volete subito sapere se lo consiglio o meno, direi che al 90% lo consiglio. Tenete poi presente che io ho iniziato da poco e per di più un infortunio mi sta costringendo a seguirlo un po’ sì e un po’ no, ma posso quantomeno riferirvi le mie impressioni di principiante.

Quando ho letto i primi documenti sul metodo, devo ammettere di avere pensato che fosse una setta di pazzi. Tenete presente, infatti, che il metodo è americano e si vede che è nato in una cultura che non è la nostra. Quando ho letto alcuni testi scritti direttamente dalla creatrice, ho iniziato a immaginarmi una di quelle donnone afroamericane in toga che nelle chiese protestanti urla: «Datemi un amen!». È tutto un profondersi di «State volando! State volando!» o di «Sono così orgogliosa di voi!» un po’ da psicosetta.

Quando poi ho letto che il metodo originale prevede di dovere inviare delle e-mail con testi come «Il mio lavello è splendente!», «Il mio letto è molto grazioso!» e simili, ho pensato che fosse decisamente roba da americani schizzati. Beh, ho deciso di superare il pregiudizio e di provarci e come diceva Valentino Rossi, «Pensa se non ci avessi provato».

Mi sono iscritta a questo gruppo Facebook italiano, che segue il metodo in modo ortodosso ma senza e-mail. E ho scoperto che dopotutto un metodo che evita di dovere fare le grandi pulizie, procedendo invece a piccoli impegni giornalieri, è estremamente utile. L’idea di base è quella di combattere il perfezionismo: una cosa fatta, anche se non perfettamente, è sempre meglio di una cosa rimandata, secondo la filosofia di base.


Domani vi racconterò com’è andata con i primi passi. 

NB: non vi dico qui come si articola il metodo, perché sarebbe lunghissimo e probabilmente inutile. Se volete iniziare, vi consiglio invece di scegliere a vostra volta un gruppo Facebook. Ciò che mi interessa è darvi la mia impressione su questo metodo, nel bene e nel male.

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